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Articoli

 

Questo blog non costituisce una testata giornalistica.

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I contenuti nascono da anni di studio e lavoro, approfondimenti e ricerche, esperienza e sperimentazione.

Nascono da molta passione e desiderio di consapevolezza.

 

 

30/04/2019, 12:36

frittata di ceci, farina di ceci, asparagi



Frittata-di-ceci-ed-asparagi
Frittata-di-ceci-ed-asparagi
Frittata-di-ceci-ed-asparagi
Frittata-di-ceci-ed-asparagi


 Un classico... anche senza uova!



Un classico... anche senza uova!

INGREDIENTI:
150 gr di farina di cecibio Il Bontificio
350 ml di acqua frizzante
8 ml di olio extraverginedi oliva
10 asparagi
saleintegrale q.b.

Inuna ciotola mescolate insieme la farina di ceci, l’acqua, l’olio, il sale e gliasparagi tagliati a pezzetti. Se potete lasciate riposare una mezz’ora infrigo. Ungete una padella (in base al vostro gradimento sceglietela di diametropiù piccolo se desiderate una frittata più spessa, altrimenti usate una padellapiù grande) e a fiamma bassa con il coperchio cucinate circa 10 minuti facendoattenzione non si attacchi! Si conserva tranquillamente in frigo per un paio digiorni.

Grazie alle farine dilegumi, oggi facilmente reperibili, soprattutto quella di ceci, possiamorealizzare delle alternative vegetali alle tradizionali frittate davverosquisite e molto, davvero molto simili a quelle con le uova. 

Una ricetta semplice eveloce da realizzare che può essere mangiata calda o fredda. E’ perfetta per unpic nic al mare o ai monti, per farcire un panino o delle gallette di maissenza glutine. Ideale per far mangiarelegumi e verdure ai più piccini, anche quelle più ostiche! 

In questa stagionel’abbinamento con gli asparagi è d’obbligo, meravigliosi germogli depurativi edidratanti, ma potete usare cicorie ed erbette, carote, zucchine e peperoni.
Come sempre basta solo un pizzico di fantasia per portare in tavola ogni voltauna frittata nuova con tutto il nutrimento della farina di ceci ricca di fibre,di minerali e vitamine. 
Come sempre, consigliouna farina di ceci di qualità, unica accortezza per quello che è l’ingredientedi base, sceglietela bio, artigianali e macinata a pietra. In caso diceliachia, assicuratevi che sia certificata gluten free come quella de IlBontificio poiché spesso, quelle che si trovano nei supermercati, contengonocontaminazioni. 
29/04/2019, 16:17

amaranto, tortini amaranto, carote, rosmarino



Tortini-di-amaranto-alle-carote-e-rosmarino
Tortini-di-amaranto-alle-carote-e-rosmarino
Tortini-di-amaranto-alle-carote-e-rosmarino
Tortini-di-amaranto-alle-carote-e-rosmarino


 Per portare in tavola i piccoli e nutrienti chicchi gluten free in modo appetitoso e d originale



Per portare in tavola  i  piccoli e nutrienti chicchi gluten free in modo appetitoso e d originale

INGRDIENTI (per 6 pezzi):
80gr di amaranto
150gr di carote
1cucchiaio di farina di mais fioretto bio
2-3rametti di rosmarino
1pizzico di sale integrale
2cucchiai di semi di zucca bio
 
Dopoaver sciacquato i chicchi di amaranto, cuocerli per circa 30 minuti in circa180-200 ml di acqua (un po’ più del doppio del peso). Scolate se necessario elasciate riposare 10 minuti. Nel frattempo cucinate le carote al vapore eriducetele in purea con la forchetta. Regolate di sale, aggiungete il rosmarinotritato e mescolate con l’amaranto. Disponete due cucchiaiate di composto inogni stampino da muffin, spolverate con la farina di mais e i semi di zucca edinfornate per circa 30 minuti nel forno caldo a 180 gradi.

Quantevolte abbiamo provato o desiderato cucinare i chicchi gluten free appenascoperti e tanto consigliati per le loro splendide proprietà nutrizionali?Magarili abbiamo comprati e poi abbandonati in dispensa non sapendo bene comeprepararli...  

L’amaranto,l’antico pseudocereale amato da maya ed aztechi, è fatto di chicchipiccolissimi dal sapore dolce e delicato. 
Richiedono più tempo di altri peressere cucinati, circa 40 minuti, il doppio ad esempio rispetto a granosaraceno o miglio, ma ne vale davvero la pena!

L’usopiù semplice è in zuppa, facendo bollire i chicchi insieme alle verdure scelte,oppure per fare una sorta di "polentina" facendo cuocerlo per assorbimento emescolandolo alla fine con verdure e legumi... però, cucinato così, non sempre atutti piace, non tutti amano questa consistenza che non è né riso né polenta.  

Questaricetta, invece, permette di valorizzare l’amaranto dandogli forma ed aspettodavvero appetitosi e gradevoli! E sono sicura che questi tortini piaceranno atutta la famiglia! 

Unmodo davvero semplice per portare in tavola tutto il nutrimento di questopseudocereale completo di tutti gli aminoacidi essenziali, oltre che abbondantedi fibre e minerali quali ferro, fosforo, potassio e magnesio, folati evitamine del gruppo B!
Ilsuo sapore caratteristico si sposa perfettamente con la dolcezza delle carote, con l’aroma del rosmarino ela nota croccante dei semi di zucca
Buonisia caldi che tiepidi, da servire con verdure cotte o crude.
29/04/2019, 11:11

amaranto, storia amaranto, propriet amaranto



Amaranto,-il-grano-degli-dei
Amaranto,-il-grano-degli-dei
Amaranto,-il-grano-degli-dei


 Origini e uso di un antico pseudocereale ricco di proteine, minerali e completamente senza glutine.



Originie uso di un antico pseudocereale ricco di proteine, minerali e completamentesenza glutine.

Negli ultimi decenni,grazie alle notevoli virtù salutari, è stato riscoperto l’amaranto, un anticopseudocereale appartenente alla famiglia delle amarantacee, originario delCentro America

Da sempre cibo basilaredelle civiltà precolombiane, Maya ed Atzechi ne consumavano semi e foglie  e ilsuo uso era complementare a quello del mais. Era un alimento così diffuso edimportante che l’ultimo sovrano atzeca Moctezuma ne chiedeva come tributo alleprovincie. 
Nelle vita quotidiana le donne ammorbidivano e cuocevano in acqua isuoi semi per poi triturarli ed impastarli per fare tortillas o tamales

L’amaranto,definito "grano degli dei", svolgeva un ruolo primario nelle cerimoniereligiose e nei giorni di festa veniva impastato con la farina di mais eutilizzato per costruire degli idoli, cioè delle figure che riproducevano ledivinità e che venivano mangiati in loro onore alla fine del rito. 

E’ proprioil legame con gli dei che ha portato all’ estinzione di questo alimento la cuicoltivazione venne vietata dagli inquisitori spagnoli cattolici che lo fecerosostituire con sementi europee. Questo spiega il perché siano giunti in Europacioccolato e patate, tabacco e pomodori, ma non l’amaranto. 

La storia di questapianta, però, non riguarda solo l’America Centrale, poiché gli studiosiritengono che l’amaranto fosse presente nel bacino del Mediterraneo giàall’epoca dei greci e dei romani, anche se probabilmente non si trattava dellastessa pianta di oggi da un punto di vista genetico. 
A differenza dellepopolazioni precolombiane, greci e romani apprezzavano l’amaranto per i suoifiori colorati usati a scopo ornamentale, che si riteneva potessero scacciarela sfortuna e l’invidia. 

Oggi grazie a nuovi studiche ne evidenziano le qualità alimentari, la coltivazione dell’amaranto e ilsuo uso in cucina si sta diffondendo anche in Italia.

I minuscoli chicchi tondihanno un sapore gradevole, quasi dolce, con note che richiamano le nocciole esono caratterizzati da una incredibile ricchezza di proteine dall’alto valore biologico. 
L’amaranto, inoltre,contiene ottime quantità di mineralicome ferro, calcio, magnesio, fosforo, vitamina E, vitamina A, vitamina C evitamine del gruppo B, che lo rendono un alimento davvero nutriente ericostituente, adatto all’alimentazione di bambini ed anziani. 
La ricchezza di fibre in esso contenute lo rendonoconsigliabile a chi presenta disturbi a livello gastrointestinale, ma anche aidiabetici poiché queste rallentano l’assorbimento degli zuccheri. Fibre ericchezza di proteine contribuiscono, infatti, a regolare i livelli glicemicifacendo di questo un cereale a bassoindice glicemico.

Comeusarlo in cucina?
L’amaranto va cotto per circa 30-40 minuti in unapentola con un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi previorisciacquo per evitare la formazione di mucillagini durante la cottura. Primadi scolarlo, dopo aver spento la fiamma, si consiglia di lasciarlo nellapentola per altri 10 minuti per permettergli di gonfiarsi ulteriormente. Sipresta a preparazioni dolci e salate. Con la farina è possibile preparare panee biscotti, magari miscelandola con altre farine senza glutine. Con i chicchi,invece, si possono realizzare zuppe, sfornati e polpette vegetali.


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